Politica locale

I Referendum dell’8 e 9 Giugno: due parole

9 Luglio 2025

Le votazioni ai Referendum Abrogativi di questi giorni non sono andate come avremmo voluto e come speravamo andassero.
Che raggiungere il quorum fosse impresa ardua non era un segreto per nessuno ma non vogliamone possiamo nasconderci dietro ai pochi angoli di questa storia: nemmeno l’affluenza ci rende soddisfatti perché pensavamo si potesse far di più.
Eppure quello che abbiamo visto in queste settimane attorno a questi cinque quesiti non si cancella, anzi, serve come spinta per una ripartenza nuova, diversa, che parli sempre più di temi concreti e problemi reali perché spesso – forse anche noi, nel nostro piccolo – ci perdiamo con ragionamenti filosofici sul senso della vita dimenticandoci di quanto, quella stessa vita, sia dura per molti e molte di noi.

Non vogliamo oggi fare nessuna analisi della sconfitta tanto cara alla sinistra perché semplicemente ci portiamo a casa ciò che è stato, consapevoli che dopo anni si è tornati a parlare di cose che interessano oltre dodici milioni di persone e che nonostante la disaffezione, l’astensionismo più alto di sempre e la speranza che traballa, sono comunque venute a votare. Quindi nulla, grazie ai Limenesi e alle Limenesi che ieri e domenica, scheda alla mano, sono uscite per esercitare il loro voto – qualsiasi voto – perché questo fa la democrazia. E grazie anche chi, con il silenzio dell’astensione, ci ricorda ancora una volta di quanto ci sia da fare e migliorare e di quanto, invece, sia il tempo che dobbiamo dedicare a futili dibattiti propagandistici. Cosa, per altro, che dovremmo fare tutti e tutte. In ultimo, grazie alle tantissime persone, amici, sostenitori e sconosciuti che in queste settimane si sono spese per “diffondere il verbo” senza risparmiarsi mai. Siete da sempre la parte più bella della storia politica del nostro Paese.