Diversi anni fa – era il 1972 – Giorgio Gaber pubblicava l’album Far finta di essere sani, album che ancora oggi è considerato da Rolling Stone Italia uno dei cento dischi italiani più belli di sempre.
Dentro quella raccolta c’era una canzone che diceva qualcosa sulla libertà e sulla partecipazione. Si chiamava appunto La libertà e cantava così:
“…La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche il volo di un moscone,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.
Vorrei essere libero come un uomo,
come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia…”
A distanza di quasi un anno dall’inizio del cammino di Limena Domani (il nostro primo post sui social ha data 30 gennaio 2024), abbiamo scelto di ripartire così, assieme, mettendoci faccia, cuore, olio di gomito (e pure di semi), consapevoli che questo è il nostro maggiore tratto distintivo.
In questo momento storico bisogna riscoprire parole come condivisione e rispetto, ideali e valori, assistenza e solidarietà, amicizia, ricordo e – perché no – anche e soprattutto libertà e partecipazione: tutti elementi fondanti di una società equa e democratica, capace di non lasciare indietro nessuno.
Parole al vento da gente che ha buon tempo?
Magari sì, il tempo ce lo dirà.
Ma non abbiamo comunque paura di dirle ad alta voce e di metterci in discussione, come esseri umani prima, e come donne e uomini con un ruolo politico poi.
Quella di ieri è stata una bellissima giornata di accoglienza, solidarietà, attivismo e amicizia, che ci ha fatto del bene e che ha fatto del bene a noi, a voi, al movimento di Limena Domani e a Limena tutta, che oggi e per i prossimi quattro lunghi anni potrà contare sulle forze di tutti e tutte noi.
Grazie a chi ha messo in piedi tutto quanto, nelle tante sfumature di colore e necessità.
A chi c’è sempre e ai nuovi arrivati.
Grazie per la fame, i sorrisi e le pacche sulle spalle: abbiamo visto tutto.
E soprattutto, grazie per non lasciarci soli mai.