Quante volte abbiamo visto quel trattore appeso lungo la Statale andando in piazza? Memoria storica di tempi che cambiano, l’azienda si è spostata, l’area ormai bonificata è in vendita, l’acquirente è una catena di supermercati discount. Stiamo ai fatti: saranno demoliti capannoni figli della mancanza di regole di un tempo, che poco c’entravano con le architetture del vecchio centro tra ville, edifici storici, Brenta e Brentella. Al loro posto un capannone nuovo che però si chiama media struttura di vendita, più basso e con una facciata probabilmente gradevole, i cui parcheggi saranno di libero accesso. Ed io probabilmente andrò a farci la spesa per la curiosità che suscita il nuovo. Il discorso fila, è il contorno che ci spiazza.
Qualche considerazione.
1) Va bene comprare dalle botteghe e promuovere le iniziative economiche locali, ma poi se troppo costose c’è la grande distribuzione che ci viene in soccorso.
2) “Poteva andare diversamente?”, chiedemmo tempo fa. “E’ una compravendita tra privati, cosa ci possiamo fare? Ma lo sai cosa costa comprare l’area?”.
Ad oggi non sappiamo “cosa costa” l’area né sappiamo cosa costerà non aver pensato o voluto pensare ad altro.
3) Mancano fantasia e capacità di immaginare il futuro? Chiediamo! Cos’altro si poteva fare? Quale avrebbe potuto essere il destino di un’area così iconica? Il nuovo centro del paese? La nuova sede del mercato, magari coperto? Area mista commerciale e residenziale, con edifici in linea con le architetture preesistenti come si pianificava tempo fa? Non più.
Arrivando dalla Barchessa o da Piazza Diaz non ci sarà un’idea continua di centro storico perchè così è stato avvallato: traffico o non traffico, scelte commerciali, non scelte di altri, poca lungimiranza, poca visione di insieme.
E’ andata così, in barba a storia e tradizione.
“Poteva andare diversamente?
”Certo che sì!”, vi rispondiamo noi.