Si, a Limena si sta bene. I servizi vengono confermati, le feste e le iniziative aumentano, vengono inaugurati addobbi e celebrati i risultati dei cittadini.
A Limena si sta talmente bene che non serve prevedere alcuna spesa in più, da quindici anni a questa parte. In dicembre verrà approvato il bilancio preventivo che, ancora una volta, in modo estremamente prudenziale, confermerà gli 8 milioni di euro di budget che ogni anno vengono allocati, sapendo già che, come in passato, lo “stipendio” previsto è di circa 13 milioni. E quindi si, a Limena si sta bene, talmente bene che sono quindici anni che si sistemano le cose senza però pensare a cosa questa “tranquillità” ci stia costando. Non come singoli cittadini, ma come comunità. Abbiamo perso occasioni importanti per poter rendere Limena un paese migliore, con ancora più servizi. E non intendo corsi, feste o iniziative, ma strutture che oggi potevano essere già realtà. Un centro del paese per ospitare anche il mercato, magari in via Roma, dove ora invece sorgerà l’ennesimo supermercato; una biblioteca prevista in ogni programma nelle ultime 3 tornate elettorali; una struttura tra le due palestre, sistemazione di via Roma per dare accesso ai negozi, aule studio, piste ciclabili, e l’elenco potrebbe andare avanti ancora. Ovvio che non si può fare tutto insieme, ma se avessimo iniziato un po’ di tempo fa qualcosa lo avremmo già finito no?
È vero, il programma dell’attuale maggioranza è basato su cose realizzabili (e anche già realizzate in passato in alcuni casi) e le variazioni di bilancio vengono fatte quando “arrivano i soldi per spenderli subito”, ma quando hai uno stipendio bello corposo è un po’ riduttivo fare ciò che ti sei prefisso solo quando arriva la mancia della nonna, non vi pare? Quando ci dicono “non me la sento di togliere 90 mila euro l’anno dai servizi per pagare un mutuo da 2 milioni di euro” pensiamo sempre che, prevedendoli ora, quei 90 mila euro non servirebbe toglierli da nessuna parte, diventerebbero solo un po’ di soldi in meno nel salvadanaio che, da quindici anni a questa parte, non fa che aumentare. E questo ci permetterebbe di non aspettare sempre i bandi o la benevolenza dei privati per fare tutto ciò di cui abbiamo bisogno.